Perché Costruire Turismo

Negli ultimi tempi, ricorrono spesso frasi come “il turismo è il motore dell’economia”, “il turismo è un’importante risorsa per il Paese” ecc.

Ma cosa vuol dire fare turismo? Attualmente, il settore incide per il 13% sul PIL nazionale e in questi tempi di crisi è il settore che più di tutti cresce anziché fare marcia indietro.

Molto brevemente e a grandi linee, fare turismo, a mio avviso, vuol dire attivare un meccanismo di programmazione strategica che punti ad uno sviluppo durevole di una destinazione sotto il profilo economico, sociale ed ambientale. Innescare un processo di sviluppo fondato sul turismo richiede la compartecipazione di diversi settori e attori che si incrociano e si coadiuvano per il raggiungimento di obiettivi prefissati. Tra i principali abbiamo i trasporti, le infrastrutture, le industrie, le tecnologie, i servizi ricettivi e ristorativi, i servizi prettamente turistici (guide), gli enti governativi ai vari livelli, le associazioni, il piccolo Bed and Breakfast, ecc.

Metterli in comunicazione con uno scopo comune, porterà alla progressiva pianificazione di una destinazione pronta ad accogliere un quantitativo di persone (turisti) che, come sappiamo, genereranno effetti economici, sociali e ambientali: occupazione, coesione sociale, valorizzazione di ambienti naturali ecc. (tra gli effetti posivi).

Costruire Turismo, quindi, nasce come finestra sul mondo del turismo cercando di analizzarne i fenomeni e gli sviluppi positivi o meno. Il messaggio che si vuole trasmettere è, probabilmente, provocatorio: pianificare, costruire e guidare lo sviluppo turistico di una destinazione è meglio che curare! Se so chi sono (analisi della situazione iniziale), dove voglio arrivare (scelta degli obiettivi), e come lo posso fare (azioni strategiche) eviterò possibili effetti negativi generati dal turismo: forte pressione turistica, cementificazione, depauperamento del paesaggio, perdita di identità delle popolazioni locali, innalzamento dei prezzi, spreco di risorse, ecc.

In conclusione, pianificare le attività che generano lo sviluppo turistico di una destinazione significa coordinare lo spontaneismo a cui spesso si assiste in località a vocazione turistica. Dal coordinamento, quindi alla pianificazione, si giunge ad una destinazione governata in cui le attività svolte a sostegno dello sviluppo turistico, risultano accomunate dagli stessi obiettivi perseguendo una stessa mission.

E tu cosa ne pensi? Lascia un tuo commento!

Pasquale Stroia

5 commenti

  1. Loredana · · Rispondi

    WOW, giovani ( e validi) cervelli crescono!! Splendida iniziativa! In bocca al lupo!

    1. Grazie Prof! crepi!!

  2. Complimenti bell’articolo! Fa piacere sapere che ci sono altri giovani che si interessano di un settore così importante per il nostro paese, così competenti e appassionati. Io penso che il turismo possa essere il volano di ripresa per la nostra economia, ma gli italiani non ne sono coscienti. Non abbiamo mai sviluppato una cultura dell’accoglienza e c’è sempre una mentalità che porta a pensare che i turisti arriveranno sempre e comunque. Mi sembra, infatti, emblematico il fatto che tu parli di “coordinare lo spontaneismo a cui spesso si assiste in località a vocazione turistica”

    1. Marco, ti ringrazio per il tuo commento!

      Quando parlo di “coordinare lo spontaneismo…” mi riferisco all’osservazione di tante realtà in cui esistono tremila siti che promuovono la destinazione, pagine facebook allo “stato brado”, iniziative turistico-culturali che si fanno la guerra a vicenda, non si capisce qual’è il marchio ufficiale (brand) turistico e territoriale di quella destinazione (probabilmente perché non esiste), ecc. ecc. Il tutto si traduce con una sola frase: assenza di governance. E’ qui che dobbiamo lavorare! Il nostro compito sta nel dare un indirizzo a ad un processo che spesso si produce da solo: lo sviluppo turistico. Non nascondo, però, che sul piano pratico la vicenda si complica nel momento in cui bisogna farlo capire alle amministrazioni (comunali, provinciali, regionali e via dicendo).

      Ho avviato questo blog anche nella speranza di una vostra partecipazione attiva. Scriviamo e proponiamo! Facciamoci sentire!

  3. “Molto brevemente e a grandi linee, fare turismo, a mio avviso, vuol dire attivare un meccanismo di programmazione strategica che punti ad uno sviluppo durevole di una destinazione sotto il profilo economico, sociale ed ambientale. Innescare un processo di sviluppo fondato sul turismo richiede la compartecipazione di diversi settori e attori che si incrociano e si coadiuvano per il raggiungimento di obiettivi prefissati. Tra i principali abbiamo i trasporti, le infrastrutture, le industrie, le tecnologie, i servizi ricettivi e ristorativi, i servizi prettamente turistici (guide), gli enti governativi ai vari livelli, le associazioni, il piccolo Bed and Breakfast, ecc.”

    la pensiamo allo stesso modo… 🙂 in bocca al lupo: rimbocchiamoci le maniche e proviamo a dimostrare che costruire turismo non è impossibile!😀

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