VALORIZZARE UN TERRITORIO: DA DOVE INIZIO?

Questo è l’interrogativo posto durante una lezione autogestita all’università approfittando dell’assenza di un docente. (Si, siamo arrivati anche a farci lezione da soli). È una domanda alla quale tenterò di rispondere in questo post sulla base delle esperienze personali e secondo quanto detto in quell’occasione.

Touring Club Italiano

Il destination management interessa tutte quelle attività volte all’elaborazione e messa in opera di un piano strategico di sviluppo e valorizzazione turistica di lungo periodo con l’obiettivo di migliorare l’organizzazione e la gestione (governance) turistica di una destinazione. Le azioni operative dovranno assicurare effetti diretti, in base agli obiettivi prefissati, con criteri di costi-benefici in relazione al tempo.

Diverso è il caso in cui questa destinazione debba esser creata, valorizzata e portata a conoscenza (come direbbe qualcuno: commercializzata). È il caso, ad esempio, dei piccoli comuni che spesso faticano ad emergere nel panorama dell’offerta turistica di una nazione. In questa circostanza il processo di destination building parte da un check delle risorse in senso lato: paesaggistiche, storico-culturali, monumentali, delle risorse umane (necessarie all’attuazione del progetto), ecc. che in parte formeranno il mio potenziale turistico.

Si passa, poi, per l’analisi socio-demografica del territorio da valorizzare che nella maggior parte dei casi, in riferimento ai piccoli comuni, tra l’altro, dimostra il rischio spopolamento di cui questo soffre. È importante, inoltre, percepire – anche attraverso la somministrazione di questionari- quanto la popolazione locale conosce il posto in cui vive, quanto sia disposta ad accogliere turisti e cosa ci si aspetta da un’eventuale sviluppo turistico del proprio comune.

Si procede, così, con l’analizzare il sistema (se esiste) di offerta turistica locale avvalendosi, anche in questo caso, di un’indagine per questionari agli operatori (N.B.: Gli operatori sono anche i piccoli bottegai del centro storico!). Allo stesso modo, si osserva l’andamento della domanda turistica analizzandone i trend ai vari livelli (non solo e prettamente locali). Si mettono in chiaro, con un’analisi SWOT, i punti di forza della destinazione che voglio valorizzare; quelli su cui devo lavorare per migliorare (debolezze); quelli su cui devo investire per trarne benefici (opportunità esterne); e quelli dai quali mi devo difendere per proteggere il successo dei miei sforzi (minacce esterne). Ci si guarda dalla concorrenza, ovvero dai territori limitrofi, con un’analisi di benchmarking e sulla base di tutti i risultati ottenuti definisco gli obiettivi del piano e la strategia da adottare (offline e online) per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti. Il monitoraggio non è indispensabile ma d’obbligo per un corretto follow up del mio piano.

Ma chi decide obiettivi e strategie? Il sindaco? L’amministrazione? Il project/destination manager? È giusto o sbagliato far arrivare turisti in un piccolo comune? L’indagine sociale di cui accennavo prima potrebbe fornirci delle risposte, utili al successo delle nostre idee. La popolazione locale è da considerare quale principale stakeholder di un comune e non solo per progetti di valorizzazione turistica. L’ascolto permette di virare il mio progetto nella direzione giusta, quella direzione condivisa con chi sarà l’anima, il biglietto da visita della mia destinazione. I progetti partecipati dal basso, quindi ideati e realizzati con l’appoggio ed il supporto della popolazione locale, ne permettono una più serena gestione con effetti sociali quali consapevolezza, coesione e responsabilità tra cittadini (ognuno si sentirà parte del progetto), garantendo sostegno e volontariato. Siete certi che i residenti di un comune conoscano il patrimonio esistente sul territorio che abitano? Avete mai provato a contare quante associazioni esistono nel vostro piccolo comune? E quanti volontari (o potenziali tali) sono coinvolti? Valorizziamoli, poniamoci delle domande e indaghiamo! E non lasciamo gli operatori locali e gli addetti ai beni culturali (guide, accompagnatori, ecc.) allo stato brado; supportiamoli e formiamoli alla cultura turistica (accoglienza in primis).

Puoi ricevere automaticamente i miei post iscrivendoti in alto a destra!

Buona settimana della cultura a tutti!

Pasquale Stroia

2 commenti

  1. Salve Pasquale! Interessante quanto scrivi sul destination management. Ti invito a leggere ciò che ho scritto sull’attività di travel design nel sito del mio DMC Cultour http://cultour.it/travel-design/. Ciao.

    1. Grazie Marco! Corro subito a leggere!😉

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...