TURISMO ESPERIENZIALE: COME E PERCHÉ

Ho già trattato l’argomento sia su questo blog che per post sparsi nei social network che frequento, ma questa volta vorrei provare a fornire qualche dettaglio maggiormente concreto e tecnico alla luce di quanto affrontato ieri al seminario “Innovare l’esperienza turistica per il successo nel web e nel cuore dei turisti”, promosso dalla Regione Toscana e tenuto a Pisa da Andrea Rossi –(co)autore di Tourist Experience Design- e Robert Piattelli di BTO.

Il discorso affrontato dal Prof. Rossi è stato centrato su un aspetto fondamentale che permette la realizzazione di offerte di turismo esperienziale: la segmentazione innovativa.

Segmentare in modo innovativo vuol dire abbandonare gli schemi standard della segmentazione, indifferenziati e generalisti, per andare a scavare in ciò che i nostri turisti desiderano in un determinato periodo temporale. Un approccio simile, da un lato mette in crisi la standardizzazione maturata dal turismo di massa; dall’altro provoca la scoperta e/o la nascita di tanti segmenti di nicchia sui quali poter lavorare per un’offerta di tipo esperienziale e che permette una maggiore e profonda differenziazione di prezzi giustificata dalla differenziazione dei prodotti offerti. “La sfida è costruire valore esperienziale per i diversi segmenti di mercato”.

Bisogna mettersi nei panni del turista e chiedersi cos’è realmente rilevante per questo, quindi, ascoltare e interpretare le esigenze. Essere innovativi e creativi rispondendo ai bisogni dei clienti/turisti: è facile dire sono un albergo per famiglie; è difficile esserlo realmente. Quali sono le esigenze di una famiglia in vacanza? Quali quelle dei bambini? Cosa cercano le mamme in vacanza? Cosa cercano, invece, i bambini?

Il turista odierno, web alla mano, è sempre più informato ed è a caccia di ciò che fa la differenza. Presidiare i canali online vuol dire essere pronti a rispondere in modo soddisfacente alle esigenze del turista e accompagnare quest’ultimo nell’esperienza turistica che ha inizio quando si formula il desiderio di fare una vacanza, ricercando informazioni in rete e condividendo l’esperienza on e offline in tutte le sue fasi fino al termine del viaggio e oltre. Ogni azione che il turista compie è un’esperienza. Identificare i “punti esperienziali” di maggior rilievo, ovvero “gli elementi con cui il turista entra in contatto per fruire dell’esperienza”, è un metodo per poterli progettare al meglio.

“Il valore esperienziale dipende dall’interlocutore”. Condivido in pieno questo pensiero che sposa le questioni più volte sollevate sul ruolo della popolazione locale e degli operatori di una destinazione.

In riferimento al concetto di turismo esperienziale, inquadrato in un precedente post come quell’esperienza che il turista compie vivendo momenti di vita quotidiana della destinazione che visita, partecipando attivamente e in prima persona alle attività che vi si svolgono, andando a scavare nelle tradizioni, negli usi e nei costumi di una località per permettere da un lato al visitatore di poter godere (visivamente e materialmente) di un’esperienza autentica, unica e personale; dall’altro di influire direttamente sulla vitalità della destinazione e sulla riscoperta delle proprie radici da parte della popolazione locale; sono del parere che a prescindere dai prodotti turistici che siamo in grado di costruire per una destinazione, il vero prodotto (finale) se lo costruisce il turista stesso che lo diffonderà con la condivisione e il passaparola on e offline. A proposito di questo, infatti, si è discusso di come, grazie alla diffusione dei dispositivi mobile, si sta passando dal classico viaggio organizzato ad un viaggio disorganizzato e “improvvisato” sul posto perché supportato da App e digital device.

Basta! Mi fermo qui.🙂 Però sapete che mi interessa il vostro parere, quindi, commentate!

Pasquale Stroia

10 commenti

  1. Mihaela · · Rispondi

    Ho letto l’articolo con la mentalità da giovane turista che cerca informazioni sul web prima di avventurarsi in un qualsiasi viaggio e non in modo astratto,quindi partendo dall’esperienza sensibile e non dal puro ragionamento e non posso che condividere pienamente quanto detto sopra,ma non posso non chiedermi se siamo veramente pronti per questo cambiamento? Si parla sempre più spesso di turismo di nicchia oppure di turismo a tema ed è vero che c’è stato un incremento delle richieste per questo tipo di viaggi negli ultimi anni ,ma credi che siamo pronti ad abbandonare il tipico turismo organizzato sand, sea and sun? E credi ci sia la fiducia necessaria nel web ed in tutti gli strumenti che il web ci mette a disposizione ,ad esempio facebook, affinché il prodotto finale e i metodi di diffusione e condivisione attraverso il passaparola on e offline, di cui tu parli possano essere abbracciati dalla società odierna?

    1. Mihaela, il cambiamento lo stiamo già vivendo! Non sono i turisti a non essere pronti, ma piuttosto noi operatori a non avere la prontezza di rispondere a questi cambiamenti. Certo, nessuno sta dichiarando la morte del turismo di massa ma piuttosto si sta mettendo in luce che oltre a quello c’è una domanda crescente di tanti altri turismi con un minimo comune denominatore: l’esperienza. Il web e i social network, poi, non sono altro che lo specchio di quanto abbiamo fatto finora offline. Se in passato chiedevo consigli ad amici e parenti, oggi faccio lo stesso sia offline che online consultando recensioni e pareri di persone che hanno i miei stessi interessi e che magari in un determinato posto ci sono stati prima di me. Ti fidi più di una brochure, di un catalogo o del parere di chi ha già vissuto un’esperienza? Spero di aver risposto alle tue domande e ti ringrazio per il commento!

  2. è da pochissimo che ho scoperto il mondo delle app: ce ne sono davvero tantissime, di ogni genere e qualità diversa! mi sono state utilissime, però, per constatare (se mai ce ne fosse ancora bisogno) che “il vero prodotto (finale) se lo costruisce il turista stesso che lo diffonderà con la condivisione e il passaparola on e offline”; ricordo la vecchia pubblicità Alpitour degli anni 80/90 (“turista fai-da-te?…no alpitour?! Ahiahiahiahiahi!”), e mi viene da sorridere pensando che ora il “turista fai-da-te” si sente sicuramente meno perso senza un tour operator che gli offra un prodotto “tutto compreso”, perché ha a disposizione infiniti mezzi che gli permettano di costruire la sua vacanza su misura. il lato positivo di tutto questo è che l’offerta dovrà reinventarsi: chissà che non sia la spinta giusta per uscire dall’intorpidimento di cui soffre da un po’ di tempo a questa parte!😉

    1. Che sia on o off-line, reinventarsi è sinonimo di creatività! Chi sa farlo è in grado di crearsi un grande vantaggio competitivo. Ilenia, grazie per la tua riflessione. Ogni commento ai miei post non fanno che arricchirne il contenuto, quindi, ringrazio tutti per i vostri contribui!🙂

  3. Denyse TTU · · Rispondi

    Il concetto di Andrea e Maurizio, non e’ altro che proporre il nostro prodotto in modo esperienziale. Non + di destinazione ma di esperienza in quella destinazione. Quale esperienza il turista può vivere in quella destinazione, oppure ancora meglio, che scelga in base alla esperienza che gli proponiamo. Forse, e questo lo scrivo perche’ si adatta molto ala mia situazione, essendo io solo T.O. Incoming.,dobbiamo conoscere e presentare le esperienze che il nostro territorio puo’ offrire, cosa che i grandi t.o. non possono fare, visto che creano pacchetti copiano le immagini e le info da Wikipedia. Questo un mio modesto contributo, avendo avuto la grande fortuna di fare un corso esclusivo del T.E.D., dove ho appreso che quello che proponevo ero sulla strada giusta, ma adesso la presento ancora meglio perche’ faccio vivere un esperienza. Ciao a tutti

  4. […] Costruire Turismo pianificare è meglio che curare! Salta al contenuto HomeAbout meContattiCostruisci anche tu! ← TURISMO ESPERIENZIALE: COME E PERCHÉ […]

  5. […] sul personaggio e sull’evento che costituisca un’offerta singolare, di nicchia (probabilmente), esperienziale e fortemente targhettizzata con itinerari, servizi turistici, elementi funzionali al turismo […]

  6. […] moda, arte ed artigianato di tutta la regione – per  foodie, slow-trotter ed amanti del turismo esperienziale un’occasione di assaggiare i cibi tipici ed i migliori vini della tradizione […]

  7. Bella riflessione! Vorrei porre l’accento sul ruolo della popolazione locale che nell’ambito del turismo esperienziale dovrebbe svolgere un ruolo preminente. Come si fà a “istruire” le masse su questo aspetto che è in fondo legato sul recupero e la valorizzazione dell’identità territoriale e al tempo stesso tenuta così poco in considerazione?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...