PICCOLI COMUNI, PROLOCO, PRESIDENTI E PROFESSIONI TURISTICHE

Le ProLoco, come sappiamo, in Italia sono le associazioni turistiche per eccellenza localizzate soprattutto nei piccoli e medi comuni, laddove mancano Aziende per il turismo o organizzazioni simili.

Le attività che queste svolgono, sono motivate dal lavoro volontario di gruppi di persone appartenenti ad una stessa comunità, i quali, spesso, sono promotori del territorio che abitano, partecipando attivamente ad iniziative di intervento turistico, culturale, sociale e sportivo.

È grazie alle ProLoco, quindi, che le tradizioni locali, i prodotti tipici enogastronomici e artigianali, i beni culturali e ambientali vengono mantenuti vivi e tutelati nella maggior parte dei piccoli comuni italiani.

A livello nazionale, l’UNPLI (Unione Nazionale ProLoco d’Italia) racchiude sotto un unico cappello le ProLoco locali associate, supportandone le attività e facendosi promotrice di importanti iniziative. A livello locale, invece, le ProLoco fanno capo ad un presidente, eletto dall’Assemblea dei soci, ovvero i tesserati volontari che in maggior parte parteciperanno alle attività dell’associazione. Il presidente, quindi, ha il compito di organizzare e guidare le attività ideate e svolte insieme ai volontari della ProLoco e nelle associazioni più virtuose, il presidente assume un ruolo assimilabile a quello di un destination manager con funzioni di pianificazione e promozione della destinazione in cui opera.

Essere Presidente di una ProLoco potrebbe diventare una professione turistica? Considerando la complessità del settore in cui si opera e delle mansioni che questa figura deve ricoprire che richiedono specifiche competenze, la mia risposta è sì! Tanto più quando non ci si limita all’organizzazione di sagre (che anche quelle richiedono preparazione, attitudini e capacità di organizzazione e gestione in senso lato).

Secondo la nostra legislazione in ambito turistico e secondo quanto riportato anche nel più recente Codice del Turismo, sono professioni turistiche quelle attività aventi ad oggetto la prestazione di servizi di promozione dell’attività turistica, nonché servizi di ospitalità, assistenza, accompagnamento e guida, diretti a consentire ai turisti la migliore fruizione del viaggio e della vacanza, anche sotto il profilo della conoscenza dei luoghi visitati.

Dal momento che si maneggiano fondi per la pianificazione, tutela e valorizzazione di destinazioni grandi o piccole che siano, sono dell’idea che il ruolo di presidente di una ProLoco vada meglio regolamentato, consentendo l’accesso a tale posizione solo a chi abbia i giusti requisiti (formativi in primis) nell’ottica di una migliorare organizzazione delle attività turistiche di un piccolo comune, con azioni strategiche e mirate ad un ritorno concreto e misurabile di quanto viene realizzato.

Secondo voi è fattibile? Partecipate a questo post lasciando le vostre considerazioni!

Pasquale Stroia

6 commenti

  1. Dovrebbe essere così.Ma purtroppo spesso e volentieri le pro loco sono in mano a gente che di turismo non ha mai sentito parlare..

  2. Pasquale,

    Come spesso capita sono perfettamente d’accordo con te, punto per punto. Credo che il presidente della proloco debba essere un soggetto con una formazione adeguata e con le adeguate attitudini professionali. Deve anche essere supportato da un team adeguato. È vero che si lavora su base volontaria, ma ciò non vuol dire che si debba lavorare con un regime qualitativo basso.

    Per la regolamentazione la vedo, sinceramente, dura. Bisogna, forse, puntare a far acquisire una maggiore consapevolezza a chi, ad oggi, ricopre già questo ruolo.

  3. Angelo P. · · Rispondi

    Ciao Pasquale. Non sono d’accordo per il semplice fatto che le proloco sono delle associazioni a tutti gli effetti e quindi organizzazioni che hanno logiche e funzionamento del tutto diverse da quelle di una società o ente pubblico. Il presidente viene eletto dai membri. E’ una carica elettiva e non un posto di lavoro. Cosa diversa è dotare le Proloco di uno staff stabile di persone competenti, scontrandosi tuttavia come accade in queste cose con la scarsità di risorse economiche. Viceversa, io penso che diventa fondamentale, invece, responsabilizzare maggiormente i comuni nella “gestione” delle proloco. Per esempio, ogni comune dovrebbe dotarsi di un disciplinare per l’espletamento delle funzioni di accoglienza e informazioni turistica, oltre che per l’utilizzo del nome / marchio della destinazione. Infine, alla luce del turismo 2.0, dovrebbe acquisire e, quindi, stimolare anche le proloco verso approcci e competenze più “social”.
    Grazie per la riflessione!

  4. Grazie per i vostri contributi! Presidente ProLoco come professione turistica era ovviamente una provocazione, nel senso che l’intendo era sottolineare quanto queste associazioni stanno assumendo sempre più un ruolo determinante per le sorti turistiche di un piccolo comune. Ruolo che, come detto, richiede competenze adeguate. Quindi, sono d’accordo sia con la riflessione di Alessandro (visitsicily) che con quella del prof. Presenza (Angelo P.). Non in ultimo, Laura sintetizza perfettamente il messaggio di questo post.

  5. Da Presidente della ProLoco del mio paese, posso dirti che il compito di un presidente è molto complesso e richiede, molta pazienza e dedizione! Ho sempre sostenuto che il ruolo del presidente della ProLoco debba essere assimilabile ad un “mestiere” per via delle innumerevoli attività che deve sostenere:
    – Coordinamento con il team e verso l’esterno
    – programmazione delle attività
    – Ideazione degli eventi e dei progetti e coordinamento degli stessi
    – Collaborazione
    – Responsabilità civili e penali
    – Reperibilità
    – Public Relation
    – Varie ed eventuali

    Le Pro Loco, se c’è passione funzionano bene, e sono anche ben regolamentate! Se deve rimanere con scopi di volontariato, c’è l’assoluta (e sottolineo assoluta) collaborazione dei cittadini, altrimenti il gioco non vale la candela.

    Giovanni Cerminara

  6. sono d’accordo col prof. Presenza (Angelo P.) sul fatto che bisognerebbe responsabilizzare maggiormente i comuni nella “gestione” delle proloco. non solo: spesso, bisognerebbe anche far prendere loro coscienza delle potenziali risorse presenti sul territorio, perché non tutti ne sono pienamente consapevoli. mi riferisco, ovviamente, alla mia realtà, anche se questo spunto aprirebbe un altro migliaio di discussioni… 🙂
    in ogni caso, in ogni comune e/o pro loco, sarebbe auspicabile qualcuno con le competenze adatte in ambito turistico. in un mondo ideale, sarebbe così 😉

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