Furbizia nutrita da ignoranza

Quando mi trovo di fronte a pratiche come quella rappresentata nella foto, mi rendo conto di quanto gli operatori della filiera turistica siano a digiuno di buon senso e accoglienza nei confronti delle persone clienti e potenziali tali, ignorando del tutto le conseguenze che un gesto simile può scaturire.

Entro in un bar di un affollato centro cittadino per un caffè, chiedo della toilette e me la indicano, entro e mi ritrovo di fronte al minaccioso cartello che avrete ammirato sopra: “€ 0,50 ALLA CASSA PER CHI NON CONSUMA” che secondo i gestori del bar, in inglese diventa “€0,50 FOR USE OF TOILET FREE ONLY FOR OUR CLIENTS”. Freddo, breve, diretto e intimidatorio, il cartello è stato posto in modo da “fregare” tutti quanti pensano di poter usufruire di un servizio in modo gratuito. Sì, perché il cartello è visibile solo una volta entrato in bagno, quindi, che tu lo usi o meno, paghi.

Cosa può comportare oggi un fatto simile? Ve lo racconto in modo semplice e banale, senza tecnicismi.
Io, come tanti, ho uno smartphone. Ho scattato una foto del cartello che ho condiviso in rete tramite i social network che maggiormente utilizzo: facebook [473 amici], twitter [227 follower] e instagram [54 follower].
La foto nel giro di pochissimi minuti ha totalizzato 3 like, 8 commenti, 1 preferito su Twitter, 1 like su instragram scatenando un passaparola online.

Come?

Ogni volta che un utente facebook clicca su “mi piace” e/o commenta un contenuto (ad es. la foto in questione), il social network ripubblica in automatico lo stesso nella sezione notizie degli amici di chi ha commentato, diffondendo di fatto il contenuto. [Es. A Tizio piace la foto di Caio; Tizio ha commentato la foto di Caio].
Stesso procedimento per instagram: ogni like e/o commento viene segnatato alla propria rete di contatti sia dallo stesso social network che in modo automatico su facebook se l’account è collegato con instagram [Es. A Tizio piace la foto di Caio su instagram].

Sommando i miei contatti (amici e follower) nei social network in cui è stata diffusa la foto avrei potenzialmente potuto raggiungere 754 persone.
Considerando solo facebook, dove la foto ha riscosso più interazioni, e sommando gli amici dei contatti che hanno interagito con il mio contenuto ai quali sarà comparso in home la notizia del like e/o commento alla mia foto, arriviamo a ben 2117 potenziali persone raggiunte.
È ovvio che non tutti i 2117 utenti facebook avranno visualizzato la foto, ma di certo una parte, seppur minima, ne è venuta a conoscenza.

Se avessi smascherato il nome del bar e il posto in cui si trova, quanto gli sarebbe costata questa faccenda in termini di reputazione?

Il problema non sta nel pagare un servizio. Quello che fa scaturire malevolenza è il cartello visibile solo quando non si può più decidere se usufruirne o meno.
E saranno anche furbi i gestori del bar ma di certo ignorano gli effetti e le conseguenze che potrebbero generare pratiche poco gentili.

 Pasquale Stroia

P.S.: A proposito di “Antiturismo” leggete QUI

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