Il turismo del futuro: un progetto sociale prima che turistico

Siamo tutti d’accordo che il turismo non è un comparto fine a se stesso, è fatto dalle persone e riguarda tutti.

Il turismo del futuro

Gradualmente, in effetti, assistiamo ad un cambiamento epocale: la progettualità non è più dettata da chi occupa i posti migliori nelle gerarchie locali, ma parte da un confronto allargato e partecipato con quanti quel posto lo vivono con passione, dedizione, voglia di fare, di migliorare e di migliorarsi. Lavorare sui residenti, lavorare con i residenti è un buon punto di partenza e la manifestazione più evidente è rappresentata forse dall’associazionismo: espressione delle attività di partecipazione, solidarietà e pluralismo per il conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale, di ricerca etica e spirituale, promosse dai cittadini costituiti in forma associativa. [fonte]

Le associazioni territoriali, specie nei Comuni di piccole e medie dimensioni, rappresentano l’unica fonte di animazione di un territorio conservando, riscoprendo e facendo vivere tradizioni, natura, cultura e storia di un popolo. Spesso gestiscono beni di interesse storico e organizzano eventi espressione della loro attività.

Non stiamo parlando forse di turismo?

Dal punto di vista socio-educativo, quali effetti genera l’associazionismo anche a favore di un migliore sviluppo turistico di un piccolo territorio? Io ne ho elencato qualcuno, ma la lista potrebbe continuare, magari potreste darmi una mano voi con un commento:

  • coesione e inclusione sociale;
  • relazioni tra persone;
  • partecipazione attiva;
  • conoscenza;
  • senso di appartenenza;
  • rafforzamento identità;
  • senso civico;
  • rispetto per luoghi e persone;
  • tolleranza;
  • accoglienza;
  • collaborazione proattiva tra enti, associazioni e residenti;
  • benessere collettivo;

Concludo pensando al turismo come merce di scambio educativa e culturale, di arricchimento interpersonale tra comunità, istituzioni e viaggiatori, una questione sociale, che se ben pianificato, permette di generare reddito in favore delle comunità locali.

Il turismo del futuro, quindi, deve essere un progetto sociale prima che turistico!

P.S.: se vi vengono in mente altri punti da aggiungere, lasciate un commento!😉

Pasquale Stroia

4 commenti

  1. Annaluisa · · Rispondi

    Post come sempre efficace e diretto!
    Aggiungo che chi partecipa ad associazioni o altro e si sente preso in considerazione fa sì che altre persone possano scegliere quella strada, creando così una sorta di circolo in cui tutti vogliono dare il proprio contributo; quest’ultimo fondamentale per “fare turismo”.Grazie

  2. sono d’accordo con Annaluisa: per mettere in moto l'”ingranaggio turismo” anche nei piccoli comuni, le associazioni sono fondamentali. sentirsi tutti parte di un progetto, di un miglioramento per se stessi e per la comunità, crea coesione; ma anche curiosità e tutte quelle spinte necessarie affinché tutto il meccanismo si metta in moto!

  3. Concordo e ritengo fondamentale che si inizi a pensare a questo settore in maniera aperta ed elastica. Aperta appunto a nuove idee, nuovi concetti, nuovi (ma non per forza più costosi) metodi di promozione, nuova capacità di sondare gli interessi del pubblico ed i mercati esteri più appropriati per promuoversi, nuova ed ampia integrazione tra i numerosissimi aspetti che caratterizzano un territorio (basta con programmi e proposte a compartimenti stagni = solo architettura + archeologia + storia e tutto il resto chi se ne frega), nuova capacità di reagire tempestivamente alle aspettative del pubblico, nuova disponibilità a formare gente che possa parlare le lingue straniere necessarie e gente in grado di usare adeguatamente ed efficacemente le nuove tecnologie e strumenti digitali di promozione (a volte essere presenti alla buona è decisamente controproducente e causa danni – non promozione). In tutto ciò non si può comunque pretendere di riuscire in tale rinnovamento se gli enti pubblici continuano ad usare il proprio denaro nel modo e per gli interventi di sempre o ancora peggio tagliando e basta. Risparmiare si può sempre ma innovare non è per forza il contrario di innovare.
    Un saluto da Amburgo.
    Marco Liuzza ( http://www.sentieroturismo.de )

  4. Scusate nell’ultima frase ovviamente intendevo: Risparmiare si può sempre ma innovare non è per forza il contrario di RISPARMIARE.
    Un saluto da Amburgo.
    Marco Liuzza ( http://www.sentieroturismo.de )

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