Territori e turismo: una questione di consapevolezza

Ho ampiamente affrontato questo argomento in tutto il mio lavoro di tesi.

Quando un piccolo territorio è in grado di attrarre visitatori?

C’è un tassello fondamentale purché possa avere inizio un ciclo di sviluppo turistico. Si tratta di una fase che riguarda anche medie e grandi destinazioni, ma che assume maggiore importanza in relazione a piccoli e micro territori: la consapevolezza.

Spesso, vivendo in un posto, si è abituati tranquillamente a passeggiare tra mura medievali, ad andare a Messa la domenica in una chiesa romanica – magari ricca di dipinti appartenenti a varie epoche – a pronunciare vocaboli dialettali provenienti da chissà quale radice, a riproporre tradizioni culinarie tramandateci da generazioni, ad affacciarsi alla finestra e avere di fronte, ad un palmo dal naso, un antico maniero. Gli esempi potrebbero continuare per molto, ma bastano a comprendere quanto quest’Italia sia ricca e viva di risorse esclusive. Si è talmente assuefatti dalla ricchezza che ci circonda che talvolta si corre il rischio di giungere, nei casi estremi, a forme di disprezzo verso le risorse presenti nei territori, perché vissuti come un peso morto specialmente dalle amministrazioni locali. In moltissime località, quindi, prima di poter avviare qualsiasi progetto di valorizzazione e sviluppo turistico, è necessario (ri)costruire quella consapevolezza perduta o mai esistita. Non conoscere il territorio in cui si abita, vuol dire ucciderlo quotidianamente. Se i residenti non amano il posto in cui si vive, quel posto sembrerà falso (De Baggis, 2012). Il turismo del futuro parte dai cittadini residenti, dalla loro qualità della vita, dalla capacità di essere felici,  dalla loro cura verso la terra che abitano. I turisti arriveranno di conseguenza (Carlo Petrini – Slow Food).

Consapevolezza

Solo partendo da un consenso comune e da una solida consapevolezza sarà possibile generare accoglienza verso gli ospiti, attrarre i primi visitatori (fase di esplorazione) e costruire turismo. Successivamente, una volta avviato lo sviluppo, sarà la capacità di rinnovamento e di innovazione dell’offerta a decretare il successo o il fallimento delle strategie di marketing adottate.

La consapevolezza va insegnata nelle scuole, tramite l’adozione di progetti formativi previsti dal Ministero; va costruita con i residenti promuovendo incontri culturali; tramite la diffusione di materiale informativo, riviste che trattino di storia, curiosità, gastronomia e tradizioni locali, avvalendosi soprattutto delle potenzialità del web; attraverso l’organizzazione di eventi improntati sulla storia,  la cultura e le tradizioni folkloristiche e culinarie locali, che andranno a facilitare un secondo fine: la stimolazione della partecipazione attiva dei residenti.

Persone consapevoli saranno persone accoglienti: ambasciatori del loro territorio!

Puoi scaricare parte della mia tesi di laurea contenente una proposta progettuale legata ai piccoli territori
CLICCANDO QUI.

5 commenti

  1. Sono stato molto contento di aver trovato questo sito. Voglio dire grazie per il vostro tempo per questa lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho gi salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

    1. Ciao Christian, ti ringrazio tanto per il tuo interesse! Spero di non deludere le tue aspettative in futuro.😉

  2. […] propria città, può nascere anche in questo modo, ed a questo proposito vi invito a leggere “Territori e turismo: una questione di consapevolezza“, di Pasquale Stroia), ed in secondo luogo per un turista. Che, come abbiamo sostenuto varie […]

  3. annarita1983 · · Rispondi

    Complimenti per l’analisi, condivido un approccio costruito sulla consapevolezza. È un percorso ambizioso e di lungo periodo, sicuramente più semplice da affrontare nelle piccole realtà dall’identità definita ma possibile anche per le grandi destinazioni. Bisogna pensare in “grande” e agire a partire dal “piccolo”. Io sono fiduciosa, è la giusta direzione…..

  4. Ciao Annarita, ti ringrazio per il tuo contributo.
    Sicuramente, come dici tu, è un percorso ambizioso e di lungo periodo, ma pensandoci bene è già pronto, basta saper mettere in contatto e a sistema residenti, territori, luoghi, storie e organizzazioni (scuole, enti, associazioni, ecc.)

    Grazie ancora!😉

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