L’Italia di Eataly

Una bomba energetica e un tripudio di positività è stato l’incontro con Oscar Farinetti durante La Repubblica delle Idee a Firenze. L’intervista di Attilio Giordano, direttore del Venerdì di Repubblica, si è sviluppata sul tema del Made in Italy applicato al modello Eataly: un prodotto imprenditoriale che unisce qualità e eccellenze culinarie italiane con l’obiettivo di raccontare l’Italia attraverso il cibo. Così, di seguito, riporto alcuni dei passaggi principali ascoltati durante l’intervento di Farinetti.

Eataly - Oscar Farinetti

La qualità – dice Farinetti – immaginiamola come un paesaggio. Un brand avrà un futuro se sarà capace di disegnare un paesaggio all’interno del quale i clienti cessano di essere clienti e diventano complici.
Eataly ha costruito un paesaggio di qualità dove le persone camminano, fanno un percorso partendo dal prodotto primordiale.

Ho smesso di vendere elettronica di consumo perché li non potevo costruire paesaggi. Con il cibo questo è possibile!
Con Eataly, a Firenze, parleremo di Rinascimento, nella città in cui nasce il Made in Italy cinquecento anni fa. Sarà uno dei più bei musei del Rinascimento fatto dentro un mercato.

Secondo Farinetti, entro 10 anni, l’Italia sarà il più florido Paese d’Europa e spiega il perché:
A fronte di un mix di bellezza, in Italia, registriamo i numeri più bassi rispetto ai nostri competitor. L’attenzione del mondo verso di noi è però salita in maniera esponenziale. Tutto il mondo vorrebbe mangiare i nostri cibi, essere simpatici come noi e ci stimano per il nostro stile creativo.

Il problema principale sta nel comunicare, nel raccontare: in Francia, camminando in autostrada, è facile intravedere un castello sullo sfondo. Man mano che ci si avvicina ci sono almeno dieci cartelli che te lo raccontano; in Italia abbiamo dei posti meravigliosi che restano nascosti e sconosciuti. Farinetti definisce i francesi galline (stridenti, perché se fanno un uovo si fanno sentire) e noi italiani tacchini (taciturni, perché “le uova” le facciamo in silenzio).

Eataly – dice – cerca di fare per il nostro Paese quello che fa il buon padre di famiglia: educa! (e racconta).
Nonostante le enormi difficoltà che Farinetti imputa all’incompetenza di chi ci governa e di chi fa le leggi (non solo in Italia), dobbiamo smetterla di lamentarci tirando fuori il coraggio.
E conclude affermando che la creatività è un bene finito, non infinito. Non si può far la stessa cosa per tutta la vita, altrimenti fai cose brutte.

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